sabato 13 febbraio 2010

verso la biologia olistica

La visione della scienza cambia: scienza olistica, la scienza del 'tutto'

Einstein cercò per tutta la vita, senza riuscirvi, una Teoria del Tutto cioè una teoria unificatrice delle leggi di natura.

È chiaro che questa volontà riduzionista non si sposa bene con i concetti di scienza 'olistica' che stanno venendo fuori, specialmente in medicina e, a mio parere anche nella biologia. Perchè è chiaro che, se si aggiunge informazione il sistema di studio diventa più complesso, e di conseguenza si deve perdere un pò di dettagli. La scienza meccanicistica è in grado di scomporre un sistema nelle sue parti, la scienza olistica (seppur non accettata come vera e propria scienza) presenta una visione di insieme.

In occidente, la filosofia cartesiana è stata predominante e ha espresso il principio secondo cui Corpo e Intelletto sono due entità distinte e separate. Oggi, dopo circa un trentennio di studio, emerge che fisicità e spiritualità non sono due domini diversi ma costituiscono due aspetti della stessa realtà. Alla base della costituzione della materia si trova l'energia.

“L'universo si comporta come un essere vivo. Ci troviamo di fronte ad un nuovo modello cosmologico ed una nuova comprensione scientifica basato sull'idea che il cosmo sia conoscibile e fondato sul principio che l'energia è l'origine creativa della materia”
Edgar Mitchell (astronauta e sesto uomo ad aver messo piede sulla luna)

Lovelock con la sua teoria di Gaia negli anni 70 già ci presentava il nostro pianeta come organismo vivente, di cui noi insieme a tutte le altre specie siamo i costituenti fondamentali, spostando così l'idea di ecologia verso una comprensione globale ed unitaria dei fenomeni biologici.

Ci sono molte lacune che indicano la situazione critica nella biologia odierna. Alcuni biologi sagaci, la paragonano con la grande crisi della fisica che si presentò cento anni fa.

Prima di Einstein?

Ancor prima, alla fine del 19° secolo, la fisica ha rivelato i propri limiti teorici, mentre fisica quantica e relatività hanno ampliato i loro confini. Sfortunatamente la biologia non si è mai basata su nessuna teoria stabile.

La biologia odierna si basa sui principi della fisica e chimica classica della fine del 19° secolo. Un organismo vivente è considerato dunque come un insieme di particelle stabili. Ma così non è.

La maggior parte dei biologi sono così fiduciosi nella fisica e chimica ristretta, che si studia all'Università, che evitano perfino di discutere dell'esistenza di altre leggi naturali che i sistemi viventi possono impiegare per raggiungere un obiettivo maggiore, per mantenere lo stato vivente di un individuo, di una specie, di una biocenosi, di una biosfera, ecc...

Lovelock nel suo ultimo libro “la rivolta di Gaia” ha voluto insistere sulla teoria del pianeta come essere vivente, come un tutto in cui le sue parti, noi compresi, sono in stretto contatto dinamico e in relazione di causa/effetto tra loro. Non è dunque possibile studiare un elemento del sistema (che sia un mollusco, un alga, un batterio od un essere umano) da solo, come separato dal resto del suo 'organismo' terra, che lui chiama Gaia come la grande madre terra, antica divinità conosciuta dagli antichi col nome di Gea

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